Progetto Lettura a.s. 2017/2018

IL DIRITTO AL DIALOGO: ad ascoltare e poter prendere la parola, interloquire e dialogare.

"Dobbiamo constatare sempre di più la triste realtà di un sistema di comunicazione e di informazione "unidirezionale". Da una parte la tv, i giornali, i mass-media, dall'altra gli ascoltatori, i telespettatori che subiscono passivamente. Siamo al monologo. Un tempo si poteva entrare tranquillamente nelle case e si poteva chiaccerare al caldo del camino o della stufa. Oggi al centro non c'è più il fuoco, ma la televisione e, possibilmente, sempre in funzione. Si mangia, si gioca, si lavora, si accolgono gli amici "a televisione accesa". [...] E questo non è certo dialogo. Con la televisione non si "prende la parola". Cosa diversa è il raccontare fiabe, narrare leggende, vicende e storie, fare uno spettacolo di burattini. In questi casi anche lo spettarore-ascoltatore può prendere la parola, interloquire, dialogare."

Gianfranco Zavalloni

Il dialogo riveste un ruolo importante nell'ambito educativo. Molti autori se ne sono occupati, in particolare in un ambito pedagogico che lavora per superare i modelli tradizionali e si dedica a sviluppare un'esperienza maggiormente democratica e partecipativa. Ricordiamo, ad esempio, Paulo Freire, e il suo lavoro di coscientizzazione e alfabetizzazione dei contadini mediante il dialogo. Uno dei maggiori interpreti di Paulo Freire, Paolo Vittoria, sviluppa un pensiero e una pratica ispirata dal dialogo che valorizza gli aspetti creativi dell'apprendimento. Ancora in Italia, va menzionato Danilo Dolci e la sua maieutica reciproca in cui il gruppo si interroga su questioni sociali, concrete e crea esperienze di sviluppo comunitario. Dalla filosofia della maieutica socratica, ne nasce una pratica non più basata sul ruolo di un filosofo, ma sulla partecipazione popolare. In questo senso, il dialogo risulta anche una forma di lotta politica nonviolenta. Aldo Capitini è un altro autore di riferimento per il suo impegno in difesa di una società più partecipativa e meno oligarchica. Ricordiamo, ad esempio, i centri di orientamento sociale. In senso stretto, il dialogo si contrappone a forme violente e impositive tanto della cultura quanto di idee, opinioni e scelte. 

 

TEMATICHE   DEL DIALOGO:

1) ... ATTRAVERSO IL DIALOGO (esprimere e ascoltare le emozioni), educazione all’ascolto;

2) PARLARE E ASCOLTARE CON I SOCIAL NETWORK;

3) DIALOGHI “DIVERSI”: parole, gesti, comunicazione non verbale.

 

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